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Giuseppe Fortunato
A volte i pensieri colano
galleria L'ARTE IN CORNICE
via Fontanella, 4 - 63018 Porto Sant'Elpidio.
dal 6 al 16 gennaio 2011
vernissage 06 gennaio ore 17,30.
orario: dal Lunedì al Sabato : 9 - 13 -- 16 - 20
presentazione critica : Daniele Taddei .
curatore : Renzo Cimadamore. Cell.339 2957125
organizzatore : Francesco Pieroni. Cell.348 5611975
e-mail francopieroni@live.it
Ho “letto” con profonda attenzione l’opera di Giuseppe Fortunato.
Non mi sono fermato alla “superficie” del linguaggio espresso, ho desiderato indagare sugli “stati d’animo” dell’Artista, nella consapevolezza e convinzione, di trovare la corretta chiave di lettura del suo lavoro.
“Personaggio” curioso, oltremodo sensibile, riesce, come sovente succede agli Artisti che posseggono “pensiero e significato”, ad esternare, emozioni, passioni, con grande garbo e riservatezza.
Questi “stati d’animo”, pur condizionando a volte l’UOMO, trasferiscono all’ARTISTA quella energia, che abilmente gestita, ci permette di conoscere l’ identità interiore, sicuramente quella più nascosta.
Ed ecco allora le “COLATE”, forme libere nello spazio, con forme e cromatismi che si inseriscono nel tempo, con eleganza, rigore ed armonia.
Ancora una volta non dobbiamo cadere nell’errore di fermarci a ciò che l’occhio vede, quelle “colature” rappresentano una “miscellanea” di sentimenti che metaforicamente vengono magistralmente “centrifugati” e propostici come per incanto, per immaginazione.
GIUSEPPE FORTUNATO è paragonabile letteralmente ad “vulcano buono”, le sue “colature” sono assimilabili ad un magma, che fuoriesce dal di dentro, ma che egli, a differenza della lava” incontrollata”, riesce a sentire, guidare, ad elaborare.
Da quelle “forme materiche” che vengono da lontano, si intravedono messaggi di speranza per una esistenza migliore, dove l’amicizia deve ritornare ad essere protagonista della nostra vita.
Ciò che più colpisce, secondo la mia “lettura”, sono ancora quelle “figure colorate” che calcano la scena come in un copione,con una forza straordinaria nell’entrare direttamente nei nostri cuori.
Sono questi i propositi e gli auspici che idealmente ci trasferisce GIUSEPPE FORTUNATO per affrontare le avversità del quotidiano, anche quando in certi momenti ci si “affonda”, perché quelle “colature” a noi vicine, non rappresentano altro che le occasioni e le opportunità per farci “riemergere”.
Daniele Taddei
Giuseppe Fortunato, pittore scultore designer, inizia la sua carriera artistica nei primi anni ottanta a Notaresco in provincia di Teramo ( suo paese nativo). Frequenta alcuni artisti Abruzzesi con cui fonda nell’ottantacinque il gruppo Immages, tra questi: Astolfi, Di Febo, Javazzo, Di Monte, Guerrieri. A metà anni novanta si trasferisce con la famiglia nelle Marche in provincia di Macerata dove attualmente vive e lavora, dopo tre decenni di attività artistica dedicati soprattutto alla ricerca tecnica e stilistica; fino all’opera digitale a cui ha dedicato almeno sei anni di lavoro ( di questo periodo si ricorda nelle sue opere “I Sarchiaponi” ) in questi ultimi tempi ritrova l’Assempaforismo,(che sta per: Assemblaggio emendativo pittorico apodittico fortunato) un’espressione concettuale basata sull’analisi del rapporto tra materiali, spazi, colori, che aveva segnato il suo lavoro già negli anni ottanta. La sua produzione è stata caratterizzata da vari cicli, dal primo figurativo dal sapore surreale alle primavere quasi astratte dei primi anni novanta agli allestimenti e alle performance puramente concettuali, in questi ultimi lavori che suggeriscono il suo punto di arrivo, prevalgono “le colate”, colature di smalti su ampi spazi piatti.
Giuseppe Fortunato, painter sculptor designer, begins its artistic career in the first years eighty to Notaresco in the province of Teramo (his/her native country). It frequents some artists Abruzzesi with which deep in the ottantacinque the group Immages, among these: Astolfi, Of Febo, Javazzo, Of Mountain, Warlike. To half years ninety move him with the family to the Brands in the province of Soaked where currently alive and he/she works, after three decades of artistic activity devoted above all to the technical and stylistic search; up to the digital work to which has devoted at least six years of job (this period remembers in its works "The Sarchiaponis") in these last times it finds again the Assempaforismo, (what it is for: Assemblage pictorial emendativo fortunate apodittico) a based conceptual expression on the analysis of the relationship among material, spaces, colors, that you/he/she had already marked his/her job in the eighties. Its production has been characterized by various cycles, from the first figurative from the surreal taste to the almost abstract springs of the first years ninety to the preparations and the purely conceptual performances, in these last jobs that suggest its point of arrival, they prevail "the castings", strainings of enamels on ample flat spaces.